di Antonio Chiera
La Reggina condivide il primato con il Sambiase, ma i limiti nella gestione dei risultati restano evidenti. La sfida del Granillo può diventare uno spartiacque per il campionato amaranto.
La Reggina ha qualità e ambizioni per puntare al vertice, ma le difficoltà nella gestione dei vantaggi e dei momenti decisivi rappresentano un campanello d’allarme. Il Sambiase, più concreto nei risultati, condivide il primato a quota 23 punti. La sfida del Granillo potrebbe chiarire le reali ambizioni delle due squadre.
REGGINA, LA FORZA NON BASTA: A REGGIO CALABRIA CONTRO IL SAMBIASE ARRIVA LA PROVA DELLA MATURITÀ
Avere il motore di una fuoriserie non significa necessariamente saper affrontare tutte le curve alla stessa velocità. E in questo momento, per la Reggina di Marchionni, il problema sembra proprio questo: la squadra ha qualità, esperienza e una rosa costruita per dominare il campionato, ma quando la partita si complica non sempre riesce a trasformare la propria superiorità in un risultato concreto.
Dopo dieci giornate del campionato di Serie D, girone I, gli amaranto si ritrovano a quota 23 punti, in compagnia del Sambiase. Una situazione che, alla luce delle aspettative iniziali e delle potenzialità delle due rose, merita una riflessione. Non tanto per il valore della classifica, quanto per il modo in cui le due formazioni sono arrivate a condividerne la vetta.
La Reggina ha mostrato di poter essere superiore a molte avversarie sul piano tecnico, ma non sempre ha saputo amministrare i momenti favorevoli. In alcune circostanze ha lasciato riaprire partite che sembravano sotto controllo, concedendo agli avversari la possibilità di rientrare in gara e rimettendo in discussione risultati che avrebbe dovuto portare a casa con maggiore tranquillità.
È questo il vero interrogativo che accompagna il lavoro di Marchionni: perché una squadra con queste individualità fatica ancora a gestire il vantaggio? Perché, quando il risultato è corto, gli amaranto non riescono sempre a imporre la propria personalità?
SAMBIASE, LA CONCRETEZZA CHE FA LA DIFFERENZA
Dall’altra parte c’è un Sambiase che, forse senza avere lo stesso peso specifico della rosa amaranto, ha saputo costruire un percorso estremamente efficace. I lametini hanno dimostrato una maggiore attenzione nella gestione delle partite, soprattutto quando il risultato è rimasto in bilico.
Non sempre vince chi esprime la maggiore qualità tecnica: spesso fa la differenza chi sa leggere meglio i momenti della gara. Ed è proprio in questo aspetto che il Sambiase sembra aver mostrato qualcosa in più rispetto alla Reggina.
La classifica, con entrambe le squadre a 23 punti dopo dieci giornate, racconta una realtà che nessuno può ignorare. Gli amaranto partivano con ambizioni importanti e con l’obiettivo dichiarato di recitare un ruolo da protagonisti. I giallorossi, invece, stanno dimostrando di poter contendere il primato anche attraverso organizzazione, attenzione e capacità di finalizzare le occasioni.
L’UNDICESIMA GIORNATA, PRIMA DELLO SCONTRO DIRETTO
Il prossimo turno potrebbe offrire ulteriori indicazioni. La Reggina farà visita all’Enna, ultimo in classifica, mentre il Sambiase ospiterà il Ragusa, attualmente a quota tre punti insieme all’Enna. Impegno in trasferta anche per la Vibonese, attesa dal CastrumFavara ad Agrigento.
Sulla carta, le squadre calabresi sembrano partire con i favori del pronostico. Ma proprio qui si nasconde una delle insidie maggiori: non esistono partite vinte prima di scendere in campo e la Reggina lo ha già sperimentato quando non è riuscita a gestire situazioni apparentemente favorevoli.
L’attenzione, tuttavia, sarà inevitabilmente rivolta anche a quanto accadrà sette giorni dopo. Domenica 15 novembre, allo stadio Oreste Granillo, andrà in scena il confronto diretto tra Reggina e Sambiase, una partita che potrebbe incidere sensibilmente sugli equilibri del campionato.
I due allenatori dovranno inevitabilmente fare i conti con le rispettive condizioni di organico. Diffidati, squalifiche, eventuali infortuni e scelte di formazione potrebbero influenzare le decisioni dell’undicesima giornata. Nessuno, naturalmente, può permettersi di sottovalutare l’impegno immediato, ma sarebbe ingenuo ignorare il peso dello scontro diretto ormai alle porte.
Sarà interessante capire chi sceglierà di rischiare maggiormente e chi, invece, preferirà amministrare le energie e tutelare gli elementi più importanti.
IL NODO DIFESA E LA QUESTIONE PORTIERE
In casa amaranto, però, il tema non riguarda soltanto la classifica. Le ultime prestazioni hanno riportato sotto osservazione il reparto difensivo, soprattutto dopo un avvio di stagione nel quale la Reggina aveva mantenuto la porta inviolata nelle prime cinque giornate.
Successivamente sono emerse alcune difficoltà, con un numero di reti subite che ha inevitabilmente alimentato interrogativi sulla tenuta complessiva della squadra.
La difesa amaranto resta tra le meno battute del torneo, un dato che va riconosciuto, ma le ultime partite hanno evidenziato una minore solidità rispetto a quella mostrata nella prima parte del campionato.
Anche la scelta di sostituire Lagonigro con Piras tra i pali ha inevitabilmente attirato l’attenzione. Senza attribuire responsabilità individuali che non possono essere dimostrate dai soli risultati, la decisione tecnica ha aperto una riflessione più ampia sull’equilibrio difensivo della squadra.
Il problema, infatti, potrebbe non riguardare esclusivamente il portiere, ma coinvolgere l’intero reparto e, più in generale, l’organizzazione della fase difensiva.
LUCA BRUNO, UN INNESTO CHE PUÒ CAMBIARE GLI EQUILIBRI
Intanto, la partenza di Domenico Girasole, inattesa per una parte della tifoseria, ha modificato gli equilibri del reparto arretrato. La società, però, è intervenuta con l’arrivo di Luca Bruno, difensore centrale di esperienza e fisicità.
Un’operazione che dimostra la volontà di intervenire su un settore della squadra finito sotto osservazione. Bruno potrebbe rappresentare una soluzione importante per restituire maggiore solidità al reparto, soprattutto in vista degli impegni più delicati.
Resta da capire quando Marchionni deciderà di affidargli una maglia da titolare e se il difensore potrà già trovare spazio nella sfida del Granillo contro il Sambiase.
REGGINA-SAMBIASE, MOLTO PIÙ DI UNA PARTITA
Il confronto del 15 novembre potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale per entrambe le formazioni. Per il Sambiase sarà l’occasione di misurarsi con una delle squadre più attrezzate del girone. Per la Reggina, invece, sarà soprattutto un esame di maturità.
Gli amaranto devono dimostrare di saper andare oltre il valore dei singoli, trasformando la qualità della rosa in continuità, attenzione e capacità di gestione. Perché il campionato non si vince soltanto dominando una partita o imponendo il proprio gioco per lunghi tratti.
Si vince anche sapendo soffrire, proteggendo un vantaggio e portando a casa quei risultati che, alla fine della stagione, possono fare la differenza.
Il Sambiase, almeno finora, sembra aver compreso meglio questa lezione. La Reggina ha ancora tutte le carte per dimostrare il proprio valore, ma dovrà farlo sul campo, a partire dai prossimi impegni.
Al Granillo non basterà essere più forti sulla carta. Servirà dimostrare di essere più squadra.




