Il tempo delle mezze misure, delle promesse sospese e delle stagioni di transizione a Reggio Calabria è ufficialmente scaduto. Il closing del 26 giugno ha voltato pagina, consegnando le chiavi della Reggina a una nuova proprietà chiamata a un solo, imprescindibile dovere: vincere. La Serie D è una palude in cui la nobiltà del blasone non conta nulla se non viene supportata da una ferocia calcistica e da una struttura societaria d’acciaio.
Le grandi manovre per la ricostruzione sono cominciate partendo dai quadri dirigenziali. L’approdo di Gianluca Romairone nel ruolo di direttore sportivo rappresenta il primo vero segnale di discontinuità con il passato recente. A lui spetta il compito più ingrato e affascinante: trasformare il budget e le ambizioni in una macchina da guerra perfetta per il Girone I.
Il primo nodo da sciogliere, tuttavia, resta quello della panchina, dove nelle ultime ore si sta consumando un vero e proprio casting strategico. Se fino a ieri Ciro Ginestra sembrava il profilo in pole position per garantire pragmatismo e conoscenza dei campi più caldi del meridione, il forte inserimento di Marco Marchionni ha rimescolato le carte, delineando una precisa visione d’intenti legata anche alle indicazioni della nuova proprietà.
Chiunque siederà al Granillo sa che non avrà tempo per sperimentare. Per questo motivo, la campagna acquisti che Romairone sta orchestrando non dovrà guardare ai nomi da copertina per infiammare le piazze d’estate, ma a calciatori con caratteristiche umane e tecniche ben definite. A Reggio Calabria devono arrivare profili pronti a “mordere” la categoria.
In difesa serve un leader Over che abbia già nel curriculum campionati di Serie C vinti, un generale d’area capace di reggere l’urto psicologico di uno stadio esigente. A centrocampo, l’ossatura della squadra non può prescindere da un metronomo di pensiero in grado di fare la differenza sotto pressione e da mezzali d’assalto pronte all’inserimento e al gol. Infine, il capitolo più delicato: l’attacco. La piazza ha fame di un bomber da doppia cifra garantita, un centravanti boa che sappia tramutare in oro i palloni sporchi e aprire spazi per ali offensive dotate di passo e fantasia nell’uno contro uno.
La Serie D non si vince con la teoria o con il passato glorioso. Si vince blindando la porta con una gestione intelligente degli Under e dominando fisicamente ogni centimetro di campo. La nuova era della Reggina è cominciata: adesso la parola passa ai fatti, e i profili che varcheranno il Granillo dovranno dimostrare fin dal primo giorno di essere all’altezza della rinascita amaranto.








