REGGIO CALABRIA – Aria di rivoluzione e grandi ambizioni in casa Pellaro. La società bianconera, da sempre punto di riferimento del calcio dilettantistico reggino, è pronta a voltare pagina per scrivere un capitolo della propria storia ricco di successi. Il presidente Nunzio Praticò sta definendo gli ultimi dettagli di un restyling societario che promette di mutare radicalmente gli equilibri del prossimo campionato.
Nuove forze imprenditoriali nel motore societario
La notizia più importante riguarda l’irrobustimento della struttura dirigenziale. La società che fa capo a Nunzio Praticò è pronta ad accogliere l’ingresso di nuove figure imprenditoriali del territorio. Nuove risorse economiche e fresche competenze manageriali garantiranno una solida base finanziaria e una programmazione a lungo termine. Questo innesto di capitali e passione lancia un segnale chiaro alle rivali: il Pellaro non vuole più essere una semplice comparsa, ma punta dritto ai vertici.
Panchina: Natale Iannì è il nome caldo
Con una società più forte, si pensa già a costruire una squadra altamente competitiva. Il primo tassello fondamentale riguarda la guida tecnica. Il nome che circola con insistenza nelle ultime ore – e che sta già infiammando la tifoseria – è quello di Natale Iannì. Il tecnico, profilo di assoluta esperienza e carisma per la categoria, rappresenta l’identikit ideale per gestire un progetto così ambizioso. I contatti sono continui e la fumata bianca potrebbe arrivare a breve.
Il fattore “Nuovo Stadio” per tornare a sognare
A fare da cornice a questo entusiasmo c’è l’attesissimo ritorno a casa. I lavori per il nuovo stadio in erba sintetica sono ormai alle battute finali. Giocare su un manto di ultima generazione non sarà solo un vantaggio tecnico per i calciatori, ma rappresenterà un vero e proprio fortino per il pubblico pellarese. Abbandonare la terra battuta per abbracciare una struttura moderna e funzionale è l’ultimo pilastro di una rinascita che autorizza la piazza a sognare in grande, magari puntando a quel salto di categoria che oggi, con queste premesse, sembra molto più vicino.








