La Reggina non è una semplice società, né un passatempo per imprenditori di passaggio. È la storia, l’identità e il patrimonio collettivo dell’intera città di Reggio Calabria. Per questo motivo, il muro di silenzio eretto dal patron Antonino Ballarino nelle ultime settimane non è più tollerabile da una piazza che ha sempre dimostrato amore incondizionato e che oggi si sente, legittimamente, tradita nella sua fiducia.
Il silenzio che alimenta l’incertezza
Nelle ultime settimane, l’ambiente amaranto è stato travolto da indiscrezioni continue sul futuro societario. Da un lato, l’imprenditore italo-americano Matt Rizzetta ha esposto pubblicamente le tappe di una serrata trattativa per il passaggio di proprietà del club. Dall’altro lato, invece, si registra il silenzio assoluto di Ballarino. Questo contrasto comunicativo sta logorando la tifoseria e l’intera comunità reggina.
Reggio Calabria ha il diritto di sapere:
- Quali sono le reali intenzioni della proprietà.
- Se il preliminare di vendita con il gruppo di Rizzetta sia vicino alla firma definitiva.
- Quali tutele economiche e sportive verranno garantite per evitare un nuovo anno di transizione in Serie D.
Il calcio a Reggio è un bene comune
Trattare la Reggina come un “giocattolo personale” da gestire nelle stanze segrete, senza fornire risposte trasparenti, è un errore strategico e di rispetto. La pianificazione tecnica della nuova stagione (la scelta dell’allenatore, il ritiro, la costruzione della rosa) è ferma al palo. Il tempo scorre velocemente e il rischio di farsi trovare impreparati è altissimo.
Gestire un club calcistico in questa piazza impone un dovere morale: la trasparenza nei confronti dei tifosi e delle istituzioni locali. Le mezze verità e le mancate smentite generano solo confusione e allontanano la gente dallo stadio.
Una città che esige risposte concrete
Il popolo amaranto non pretende miracoli economici, ma esige rispetto e chiarezza immediata. Se l’esperienza di Ballarino a Reggio Calabria è giunta al capolinea, come da lui stesso ipotizzato in passato, è fondamentale che il passaggio di consegne avvenga alla luce del sole, senza scuse o rinvii. La città non può più aspettare i comodi di nessuno: la Reggina appartiene a Reggio.









