Il Centro Sportivo Sant’Agata è stato letteralmente svuotato di computer, attrezzi da palestra, palloni e persino tute da allenamento, lasciando la struttura in condizioni drammatiche dopo l’addio della vecchia proprietà. Quello che per decenni è stato il fiore all’occhiello del calcio reggino, un’eccellenza sportiva riconosciuta a livello nazionale, si presenta oggi come un guscio vuoto. L’eredità lasciata dalla precedente gestione non è solo un cumulo di problemi burocratici, ma un vero e proprio deserto materiale causato da una condotta illegittima e sistematica di sottrazione dei beni necessari alla quotidianità della squadra.
Il saccheggio del materiale tecnico e informatico
La ricognizione degli spazi operativi interni fotografa una situazione desolante. Gli uffici e i magazzini sono stati privati delle dotazioni minime per garantire l’attività sportiva e organizzativa:
- Computer e hardware: Gli uffici amministrativi e tecnici risultano privi di PC, server e supporti informatici, portati via in modo illecito.
- Tute e abbigliamento: Mancano i kit di rappresentanza e il materiale tessile ufficiale per la prima squadra e il settore giovanile.
- Palloni e attrezzature: Spariti persino gli strumenti basilari per i campi da gioco, riducendo al minimo le scorte per le sedute quotidiane.
Palestra ko: strappato il cuore della preparazione atletica
Il danno più evidente a livello logistico si registra all’interno della palestra del centro. La vecchia proprietà ha rimosso macchinari per il potenziamento muscolare, panche, pesi e strumenti per la riabilitazione medica. Questo svuotamento forzato impedisce ai calciatori di svolgere la normale attività di condizionamento fisico e recupero dagli infortuni all’interno della struttura, costringendo lo staff tecnico a soluzioni di fortuna.
Prospettive di rinascita e interventi legali
La struttura resta di proprietà della Città Metropolitana di Reggio Calabria, che insieme ai nuovi attori di gestione sta valutando le vie legali per procedere contro le asportazioni non autorizzate. Parallelamente, l’ente pubblico ha già avviato piani di partenariato e progetti di riqualificazione per restituire decoro a un impianto storico. La ricostruzione del Sant’Agata dovrà ripartire non solo dal ripristino dei manti erbosi, ma soprattutto dal riacquisto immediato di tutto il materiale sottratto, per permettere ai colori amaranto di programmare il proprio futuro con la dignità che la storia di questo club impone.








