Il fallimento della trattativa per il passaggio della Reggina nelle mani del gruppo guidato da Matt Rizzetta continua a sollevare polemiche durissime. A scoperchiare definitivamente il vaso di Pandora è il Direttore Sportivo Dado Cucinotti, autore di dichiarazioni destinate a far discutere a lungo l’intera piazza reggina e gli addetti ai lavori.
L’atto d’accusa: “Scortato a Catania e alla Viola”
Secondo la ricostruzione di Cucinotti, il dietrofront dell’imprenditore italoamericano non sarebbe legato a questioni economiche o a un disinteresse verso la piazza calabrese. La rinuncia sarebbe il frutto di un preciso “ostracismo interno” orchestrato da dinamiche di potere societarie.
Cucinotti ha puntato direttamente il dito contro la gestione dei contatti con l’investitore estero:
- La manovra secondo il DS Cucinotti sarebbe stata guidata da un dirigente amaranto attualmente ancora in carica, ma ormai prossimo alla scadenza del mandato.
Il movente: la difesa del posto di lavoro
Le parole del Direttore Sportivo delineano uno scenario di puro ostruzionismo personale. L’obiettivo del dirigente in questione sarebbe stato unicamente quello di salvare la propria poltrona e garantire la propria continuità lavorativa, ritenuta incompatibile con i piani di totale azzeramento e rifondazione manageriale che il gruppo Rizzetta avrebbe inevitabilmente portato con sé in caso di closing.








